LA DOPPIA SPUNTA BLU di WHATSAPP

1416003220659

Dal rischio privacy ad un esempio di democrazia partecipativa? 

Alcuni giorni fa, dopo che WhatsApp ha inserito la doppia spunta blu (corrispondente alla segnalazione di messaggio letto) nel proprio servizio di messaggistica istantanea ha letteralmente sollevato un mare di critiche tra i suoi oltre 500 milioni di utenti. Su questa funzione, che sembrerebbe configurare una intrusione nella privacy di molti utilizzatori del servizio, è stata addirittura lanciata una petizione on-line (raggiungibile sul sito www.change.org) per invitare la società proprietaria di WhatsApp a rimuoverla. Sul punto noi di Obiettivo Italia ci siamo soffermati su come l’effetto di una comunità attiva, come quella messa in campo contro la doppia “spunta blu”, abbia indotto un colosso mondiale come facebook (proprietario di WhatsApp) a riconsiderare la possibilità di ritornare sui propri passi. Riguardo a questa forte contestazione, nonostante la consacrazione di Mark Zuckerberg come l’uomo più potente del web, riusciamo oggi a cogliere una indiscutibile verità, ossia che il socialnetwork non teme rivali quanto ad impatto sul mondo. Peccato per il suo punto di osservazione. Infatti, non possiamo non sorprenderci di fronte alle implicazioni comportamentali di moltissimi socialnauti per contestazioni che, spesso, finiscono col raggiungere dimensioni notevoli. Riusciamo a fare rumore per questioni legate alla doppia spunta blu di Whatsapp (giustamente partecipata attesa la potenziale violazione della privacy) ma, poi, preferiamo rimanere in silenzio quanto si compromette la democrazia del nostro Paese o quando invece bisogna scendere nelle piazze contro l’aumento vertiginoso del tasso di disoccupazione. Altre volte rimaniamo addirittura indifferenti contro forme d’inquinamento silenziose (es. la radioattività di Fukushima che ancora oggi continua a fuoriuscire dai reattori della centrale nucleare o lo sversamento incontrollato di rifiuti pericolosi su tutto il territorio nazionale) o contro le atrocità delle guerre (es. Isis e Ucraina). Senza considerare poi l’impennata di violenze contro le donne o fenomeni crescenti di omicidi suicidi in famiglia. In considerazione di ciò, e nonostante il fatto che la nostra sia una società interconnessa grazie proprio alle nuove tecnologie, questi problemi continuano ad essere vissuti come distanti da tutto il resto tanto da far pensare addirittura ad una diversa considerazione valoriale dei diritti generati in rete rispetto a quelli tutelati dalla Costituzione. Invece, quando ad essere compromessa è la privacy delle nostre conversazioni (spesso intime) allora tutto cambia tanto da riuscire addirittura a mobilitare un intero pianeta. Ma, allora, cos’è realmente quello a cui stiamo assistendo? Un esempio di democrazia partecipativa sotto molti aspetti inconsapevole o una crociata isolata di cittadinanza attiva?

Noi di Obiettivo Italia, questa domanda ce la siamo fatta e riguardo a ciò vogliamo soffermarci sul concetto di “consapevolezza”. Quando la rete matura quella capacità di fare comunità allora i socialnetwork si rivelano come strumenti tecnologicamente avanzati in fatto di sovranità popolare. Essi si attivano quasi immediatamente tanto da poter diventare un acceleratore di contestazione su ampia scala generando così una mobilitazione orientata alla difesa dei diritti fondamentali del cittadino. Se il socialnauta fosse sempre consapevole del potere che lo caratterizza nel suo rapporto con il tablet o lo smartphone allora sì che avremmo un esempio concreto di democrazia partecipativa sempre vigile e attenta. Ma spesso la protesta, quasi sempre personale, si esaurisce in un post prima ancora di diventare rivendicazione cittadina e con la perdita della memoria i toni si placano e nessuno ci fa più caso perché, ormai, il post in questione è finito troppo in basso sulla bacheca dei nostri profili.

Pertanto, il vero ostacolo da superare per i socialnauti del terzo millennio non è quello di indurre WhatsApp a ritornare sui suoi passi (cosa che ci auguriamo faccia presto) bensì quello di andare oltre il limite della doppia spunta blu per conquistare maggior consapevolezza in fatto di tutela dei propri diritti e libertà fondamentali.

(da Obiettivo Italia – www.obiettivoitalia.org)

About

View all posts by