LA PLAYA DESNUDA DEL TITOLO V.

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Un potenziale salvacondotto per 95 consiglieri regionali?

La riforma costituzionale approvata il 10 marzo scorso dalla Camera dei Deputati contiene importanti e significativi cambiamenti riguardanti il funzionamento dello Stato.
Tutti gli uomini del patto del Nazareno esultano per il traguardo raggiunto ma, sul punto, poco spazio viene riservato ai veri vincitori di questa battaglia costituzionale voluta e imposta dal rottamatore Matteo Renzi. Ma di quali vincitori parliamo? Semplicemente dei 95 consiglieri regionali che entreranno a far parte delle politica nazionale sedendo in Senato.

Passando in rassegna gli aspetti principali del disegno di legge che ha ottenuto il via libera della Camera, vorrei soffermarmi sul tema dell’immunità. Un aspetto questo che per coloro che credono ancora nella legalità non può essere trascurato. Inoltre, se pensiamo a tutti gli scandali giudiziari di questi ultimi anni che hanno coinvolto numerosi consiglieri regionali di diverse regioni d’Italia, ci accorgiamo che l’immunità senatoriale potrebbe rappresentante non solo una distorsione della riforma che si vorrebbe attuare ma – verosimilmente – la playa desnuda dell’illegalità per tanti consiglieri che vedrebbero il Senato come ad un valido salva-condotto. I nuovi consiglieri regionali (ossia senatori) infatti godranno delle stesse tutele previste per i deputati. Pertanto, non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazioni senza l’autorizzazione del Senato (immunita’ attualmente non prevista i consiglieri regionali).

Se a questo poi aggiungiamo anche il fatto che il nuovo Senato avrà competenza legislativa piena solo su riforme costituzionali e leggi costituzionali, mentre per quelle relative alla modifica di leggi ordinarie dovrà richiedere l’intervento della Camera (senza che per questo quest’ultima sia obbligata a dare seguito alle richieste pervenute) allora il rischio di un cortocircuito costituzionale è molto alto. Ma siamo veramente sicuri che siano queste le agognate riforme tanto amate dal 40enne premier toscano?

E’ risaputo ormai che noi Italiani siamo bravi a pensar male ma, per una volta, mi arrogo il diritto e l’uso delle parole del Cardinale Mazzarino prima e del Sen. Giulio Andreotti dopo “A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca”.

(a cura di Alessandro Esposito)

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