RECENSIONE LIBRO: FATTORE DEMOCRAZIA

FATTORE DEMOCRAZIA Social Network e Cittadinanza Attiva

“Condividere è per la nostra Associazione un valore importante.

In considerazione di ciò Vi segnaliamo la recensione scritta sul libro “FATTORE DEMOCRAZIA Social Network e Cittadinanza Attiva” di Gregorio Esposito.

FATTORE DEMOCRAZIA è un libro scritto con coscienza e per le coscienze. Pagine intrise di pensieri solidi e concreti. Esso non è solo una fotografia della società e del mondo globalizzato/ghettizzato ma una radiografia sui suoi valori. Un immergersi a fondo nel tessuto sociale abbattendo ogni barriera con lucidità, spirito critico e soprattutto con coraggio. Si tralasciano gli effetti che spesso portano solo a soffermarsi su un’isolata e sterile apparenza (che è tipica di una società malata come la nostra) per poi tuffarsi in quel mondo concreto che stiamo ormai perdendo di vista senza accorgercene. Un libro ben scritto che sicuramente è espressione originale di quel connubio azzardato che vede narrativa e saggistica fondersi insieme generando così un intrigo fantasioso e fantastico al tempo stesso.

FATTORE DEMOCRAZIA mette in risalto il dramma di <<una generazione nata a cavallo tra due ere contrapposte>> dove, con l’entrata in scena delle nuove tecnologie applicate alla comunicazione di massa, si può riscoprire una comunità orientata alla condivisione di idee, di ideali, di progettualità, di opinioni, di dialogo, ecc. In altre parole, una cittadinanza attiva che può ancora sperare in un futuro migliore. Quest’ultimi si elevano a strumento e richiamo per una nuova dimensione del concetto di cittadinanza. Sullo sfondo di questo scenario tecnologicamente avanzato ci scontriamo con una generazione in lotta per la sopravvivenza. Una generazione di trentenni sottomessa che si pone delle domande e che ha ancora la capacità di soffermarsi su argomenti forti come per esempio il crescente fenomeno della povertà che – a parere delle scrivente – è il frutto di una sperimentazione generata da una crisi non solo economica ma anche di valori voluta e applicata in danno dei più deboli. In altre parole, una generazione che qualcuno vuole mettere a tutti i costi a cavallo di un pony più che di un destriero.

Un libro che si lascia leggere pagina dopo pagina e che si presenta sempre più completo. Un’esposizione dei problemi presunti e creati che nella drammaticità di questa vita reale possono con consapevolezza ed ottimismo – senza per questo farsi false illusioni – offrire una chiave di lettura propositiva proprio per le nuove generazioni. Questo è senza dubbi un testo pensato ma anche sentito dall’autore che, in questa sua ricerca sull’evoluzione della democrazia, ci fa ancora riflettere e sperare sul futuro della collettività.

Sul punto, vorrei soffermarmi proprio su una frase che più di altre descrive il dramma di questa nostra società: “sentirsi liberi di finire in gabbia”. Una frase impegnativa, da analizzare anzi da sezionare in ogni sua parola. Essa, senza volerlo, ci riporta con la mente al romanzo scritto da Orwell “La Fattoria degli Animali” e a quella ricerca della consapevolezza umana che oggi sembra irraggiungibile. In altre parole, una sorta di richiamo atavico alla coscienza di ogni uomo.

FATTORE DEMOCRAZIA è sicuramente un libro da leggere e da rileggere dove i fenomeni legati alla globalizzazione, all’economia, alla sovranità popolare, alla giustizia, al diritto, all’informazione e alla stessa democrazia rappresentano l’emblema sempre attuale di quella che io oserei definire tecnologia sociale.

E’ inutile girarci troppo intorno, la lettura di questo testo è un invito inequivocabile ad un reale percorso di consapevolezza <<…sul punto, guardando all’odierno malessere generazionale, ci accorgiamo che in essa vi è celata una condanna a morte per il singolo individuo, su cui si vuole scaricare – oltre ogni forzatura logica – il fallimento di tutta la comunità di appartenenza>>. Ed è proprio vero che leggendolo, si coglie in modo evidente questo invito: <<…basta un solo sassolino scagliato con la giusta inclinazione che, al contatto col pelo dell’acqua, sarà in grado di rompere questo atroce silenzio>>. Parola dopo parola, pensiero dopo pensiero, ci immergiamo in quest’acqua prediligendo un punto di osservazione sui generis e a tratti surreale. Ci imbattiamo in pensieri che ad un primo impatto possono scoraggiare <<tutti siamo vittime di questo sistema attuale, chi è consapevole e chi no>> ma che in fondo, man mano che la lettura scorre, ci entusiasmano sempre più. Frasi intense che devono essere concepite, rielaborare e infine assorbite, in un contesto dove ormai siamo tutti un po’ ionizzati politicamente. Dalla ragione si passa alla ribellione. E’ giusto ribellarsi ma, soprattutto, è utile adottare un metodo basato sulla necessità, sulla conoscenza e sull’applicazione che possa portare ad una evoluzione della collettività più che ad una rivoluzione prospettica tipica di <<una società perennemente in crisi con se stessa>>. Anche coloro che, magari, non hanno per volontà o per scelta una vocazione propria, una propensione o attitudini verso i continui rumori assordanti che provoca la società, si sono accorti di un inesorabile cambiamento della sua struttura, delle varie contraddizioni che questo cambiamento porta in grembo. Ci si nasconde dietro un finto perbenismo. Tutti bravi e capaci. Tutti all’altezza di qualsiasi discorso e qualsiasi situazione pronti a dispensare ricette piene di gratuita saggezza. Delineare e mettere in discussione la stessa democrazia non è un fatto sbagliato e non deve essere interiorizzato quasi fosse una sorta di peccato originale. La democrazia non è un dogma e tutti dobbiamo prenderci quella fetta di responsabilità per comprendere di cosa stiamo realmente parlando. Un conto è la democrazia; ben altra cosa è la “demograzzia” di noi altri.

In conclusione, il suo autore ha compreso con grande semplicità di scrittura e straordinario fervore narrativo che sulle nuove generazioni incombe la responsabilità di pensare al futuro quale bene comune di una nuova tavola di valori condivisi.

(a cura di Nicola La Sala)

About

View all posts by