La nostra sicurezza è affidata al caso? Tribunali d’Italia, code interminabili e metal detector.

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Quello che è successo ieri presso il Tribunale di Napoli ha dell’incredibile. Code interminabili di avvocati costretti a stare, per ore, in fila davanti all’unico accesso abilitato per l’ingresso negli uffici giudiziari. Tensione e rabbia che sono presto degenerate in protesta tanto da provocare la rottura di una vetrata e il ferimento di alcune persone. Scene indescrivibili quelle che abbiamo visto nelle foto diffuse sul web e che, al contempo, hanno umiliano l’intera categoria degli avvocati italiani. Sembra quasi di assistere all’ennesimo sbarco di immigrati che, in attesa di essere identificati dalle forze dell’ordine impegnate nelle operazioni di controllo, sostano per ore nella speranza di poter trovare presto una sistemazione dignitosa. Invece, si è trattato dell’ennesima vergogna all’italiana che sommandosi ai tanti ed innumerevoli casi di ordinaria follia finisce col mortificare, non solo la categoria degli avvocati, ma tutto il mondo della Giustizia. Sul punto, noi di Obiettivo Italia, ci chiediamo: Se l’effetto di Napoli è stato quello di una fila interminabile, allora di quale sicurezza abbiamo beneficiato in tutti questi anni? E se le premesse che dovrebbero giustificare questa tremenda umiliazione muovono dall’attentato del Tribunale di Milano possiamo mai star tranquilli in fatto di sicurezza, di ordine pubblico e di attività di prevenzione?

A fronte di una considerazione di questo tipo è il caso di parlarci chiaro: In Italia è sempre la stessa storia. Bisogna piangere dei morti prima di vedere qualcuno prendere dei provvedimenti ma, spesso quando lo si fa, si finisce col generare alla follia altra follia. Perché, quello che è successo ieri, follia è. Ma diciamocela un po’ di verità: un Governo che non sa dove sono finiti 104.750 stranieri (tra questi con molta probabilità anche potenziali infiltrati dell’Isis) sbarcati nel 2014 (dati ufficiali dal Ministero dell’Interno ripresi anche nell’articolo/inchiesta de “L’Espresso” del 21.01.2015), può mai essere credibile in fatto di sicurezza? In questo Paese, il vero problema non è un qualcosa che si lega ai soli luoghi vocati alla Giustizia. Esso riguarda tutto il territorio nazionale e, certamente, non può legarsi all’improvvisazione di qualcuno. Non intervenire, o far finta di intervenire così come è stato fatto a Napoli (o in materia di immigrazione) significa dichiarasi palesemente un Paese mediocre agli occhi di chi ci guarda.
Noi di Obiettivo Italia non ci stiamo a questo gioco. La categoria degli avvocati non meritava una simile umiliazione. Puntare il dito verso coloro che hanno la responsabilità politica di intervenire e che a fronte di ciò preferiscono umiliare chi lavora e contribuisce al buon andamento della giustizia italiana è un atto dovuto.

Dimissioni di qualcuno? Neanche a parlarne.

(a cura di Gregorio Esposito)

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